Gestione del tempo

La legge di Parkinson e come applicarla

Legge di Parkinson

Ogni dottrina umana che si rispetti ha dei suoi principi fondamentali, dalle leggi della termodinamica a quelli della fisica quantistica.

Ma lo sapevate che anche il mondo dell’efficienza e della produttività ha i suoi principi basilari?

In questo articolo voglio parlarvi di uno di questi principi e di come sfruttarlo per poter fare il doppio delle cose in metà tempo.

Il principio di cui vi sto parlando è la legge di Parkinson che recita:

Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.

Cyril N. Parkinson

Se vogliamo tradurre in parole più da uomo comune questo principio è che più tempo abbiamo e più ne sprechiamo.

Vi suona familiare o vi sembra strano?

Parliamone un po’.

Vi sarà capitato che all’università avete scoperto di avere una settimana in più per preparare un esame, ma avete comunque studiato fino all’ultimo munito dell’ultimo giorno disponibile.

Oppure di dover pagare una bolletta di cui sapevate la scadenza già da 15 giorni, ma di aver rischiato di pagare la penale.

Oppure, ancora, di avere un mese per completare un progetto ma poi realmente ci avete lavorato solo l’ultima settimana.

Ecco questi sono solo alcuni degli esempi di come abbiamo gestito male il nostro tempo e di come lo abbiamo sprecato.

Ma se è vero il principio che più tempo abbiamo e più ne sprechiamo, è anche vero però il contrario.

Quando il tempo che abbiamo a nostra disposizione inizia a scarseggiare, tendiamo a lavorare per priorità e con una maggiore efficacia.

Si è proprio così, alla fine se pensiamo agli esempi che abbiamo appena visto, in quelle situazioni abbiamo comunque risolto i nostri “problemi” anche con il poco tempo a disposizione.

Quindi possiamo definire un nuovo concetto:

- tempo = + motivazione

Una scadenza ravvicinata ci costringe a focalizzarci sugli obiettivi che dobbiamo raggiungere: il rischio di non riuscire a completare il nostro compito e le conseguenze che ne derivano dal fallimento, ci motivano.

Se siamo dei procrastinatori incalliti sappiamo benissimo che una scadenza imminente a volte è l’unico mezzo che ci sprona ad agire.

Ma per non dover vivere per forza sempre con il fiato sul collo possiamo utilizzare la legge di Parkinson per imparare a fare più cose in meno tempo.

Andiamo a vedere qualche esempio:

Applicazioni pratiche

Mentre riflettevo su un esempio pratico di efficace per dimostrare quali risultati si possono ottenere piegando la legge di Parkinson a proprio favore, mi sono accorto che la stavo applicando senza accorgermene.

Ho un timer sul mio computer che segna 15 minuti e 45 secondi.

Quando l’ho attivato, prima di scrivere questo articolo era impostato su 30 minuti.

Quindi possiamo provare a completare una attività, provando questa applicazione pratica della legge di Parkinson:

  • Partiamo con il pensare più o meno a quanto tempo impiegheremo per completare una attività
  • Dividiamo il tempo che abbiamo calcolato per 2
  • Impostiamo un timer ben visibile con la nuova scadenza
  • E iniziamo

Avere una scadenza con cui sfidarsi per completare una attività ci da il giusto impulso per agire immediatamente e ci permette di focalizzarci sul nostro obiettivo senza perderci in distrazioni.

Ah, ma bisogna fare attenzione anche a non esagerare.

Darsi delle scadenze impossibili rischia di essere controproducente.

Se decidiamo di scrivere un trattato di astrofisica in cinque minuti, l’unico risultato che potremmo ottenere è quello di non riuscire a rispettare la scadenza e questo ci demotiverà più di prima e quindi andremo ad impostare una nuova scadenza impossibile che ci farà cadere in un circolo vizioso che ci porterà solo a perdere tempo e motivazione.

Sul timer del mio computer rimangono ancora 2 minuti e 30 secondi.

Per una volta predico bene e razzolo bene 😊